Le letture di Sara Daniele: blogger di Emotionally

Benedetto sia il gruppo un po' scombinato ma affiatatissimo di DigiTalkLive che, come ben sai, mi ha convinta ad andare fino a Roma per poi farmi conoscere Sara Daniele di Emotionally. Non so perché ma questa travel e lifestyle blogger e fotografa di talento è convinta di non saper scrivere bene ma, quando mi ha inviato il suo Curriculum Del Lettore, questa carenza non l'ho notata anzi, narra le sue letture in modo molto approfondito senza risultare né noiosa né sintatticamente contorta. Ma non voglio annoiarti io con questa introduzione, ti lascio leggere con calma. :)



Curriculum Del Lettore di Sara Daniele

I libri che emozionano

#CurriculumDelLettore di Sara Daniele

Parlare dei libri che hanno segnato delle tappe della mia vita non è mai stato facile. Da che ne ho memoria ho sempre letto e ogni libro mi ha insegnato qualcosa nel bene e nel male.

Qualche libro l’ho amato di più, altri meno, ovviamente, ma quando mi chiedono di consigli di lettura faccio sempre fatica a districarmi per selezionarne uno. I miei genitori hanno sempre dato molta importanza alla lettura come stimolo per formarsi, imparare, conoscere e sognare.

Ricordo che da piccola ogni mese arrivava un pacco in abbonamento che conteneva 4 libri e un catalogo dove poter scegliere quelli per il mese successivo.
La libreria del soggiorno dei miei era (ed è) immensa, io la guardavo con curiosità, ma molti libri di quel catalogo non erano adatti alla mia giovane età, così i miei genitori me ne regalarono alcuni tutti miei.

Avevo circa 7 anni. Il primo libro in assoluto fu Le fiabe di Christian Andersen. Era un librone verde con tante storie tra le quali La principessa sul pisello, Pollicina, La sirenetta, I vestiti nuovi dell'Imperatore, Il soldatino di stagno, Il brutto anatroccolo e La piccola fiammiferaia. Non erano favole che avevano sempre un lieto fine, però erano avvincenti e insegnavano che nella vita non sempre va tutto come si spera e che l’importante è non arrendersi mai. Alcuni di quei racconti potrei raccontarli a memoria ancora oggi, a distanza di anni, per quante volte li ho letti e riletti.

Il secondo libro fu Cuore di Edmondo De Amicis. Iniziai a leggerlo con molta curiosità, anche perché mia madre mi aveva avvertita che non era un libro facile da comprendere. Alla prima lettura mi risultò un diario scritto da Enrico, un alunno della terza elementare, al quale si alternavano racconti dettati mensilmente dal maestro, nei quali i protagonisti erano sempre bambini di diverse regioni di Italia.

Trovai le storie molto tristi perché veniva loro sempre chiesto di compiere qualcosa che dimostrasse eroismo o fedeltà alla patria. Ricordo ancora quanto piansi leggendo di Garrone, il bambino che in realtà incarnava la bontà semplice e sincera del popolo. Il libro era stato scritto 25 anni dopo la costituzione del Regno d’Italia e in realtà tentava un’unificazione nazionale attraverso un’opera letteraria. Ovviamente a 7/8 anni era difficile comprendere tutto ciò, ma avevo fortemente voluto che mi comprassero quel libro perché mi piaceva la copertina e il titolo. Anni dopo lo rilessi e intuì esattamente il suo scopo: la ricerca di un linguaggio sentimentale e di valori comuni, in grado di stimolare la carica adatta al costituirsi di un nuovo Stato. Forse però da bambina lo avevo apprezzato di più nell’incoscienza del significato storico.

Il terzo libro è Il Piccolo Principe di Antoine Saint-Exupéry. È un libro che ho sentito nell'anima e che in ognuno può suscitare stati d'animo diversi. È uno dei libri che ho riletto in più occasioni (anche in lingua originale) ed ogni volta si è lasciato scoprire un po' in più e mi ha insegnato qualcosa di nuovo.

Il Piccolo Principe è stato scritto durante la Seconda Guerra Mondiale, tradotto in 253 lingue e ha tantissimi livelli di lettura che lo rendono accessibile a qualsiasi tipo di lettore e di età. Può essere letto come un dialogo tra un adulto e un bambino dove si spiega che spesso la fantasia dei più piccoli non viene capita dai grandi, che crescono dimenticando di esser stati bambini. Altra chiave di lettura è l'addomesticamento della volpe, con la quale il Piccolo Principe instaura un legame che lo aiuta a maturare e comprendere gli errori nel rapporto con la rosa prediletta, amata, ma abbandonata. Inoltre vengono analizzati argomenti come la crescita e la morte come evento naturale.

L’adolescenza invece è stata caratterizzata da libri che ho potuto scegliere dalla libreria di casa e hanno avuto un forte impatto emotivo su di me, chi per un motivo e chi per un altro.

Lettera ad un bambino mai nato di Oriana Fallaci mi insegnò quanto le parole possano evocare immagini nitide nella mente. Di quanto possano farti provare dolore e conforto, sofferenza e sollievo anche se queste emozioni le stai solo leggendo e non vivendo. Ricordo ancora ogni singola frase che mi colpiva come un pugno allo stomaco. In questo libro, l’esperienza tragica di un aborto viene raccontata attraverso la forma epistolare di una madre che parla al figlio che cresce dentro di sé. Per settimane dopo aver finito la lettura portavo ancora con me la sensazione di aver vissuto un dramma in prima persona. La potenza evocativa di chi sa usare le parole è uno strumento potentissimo. Questo era un libro di mia madre.

Quando chiesi consiglio a mio padre, lui affidò il mio percorso di lettrice ad Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, una raccolta di poesie in cui ognuna racconta, in forma di epitaffio, la vita di una delle persone sepolte nel cimitero di un immaginario paesino statunitense.

Tutte le storie sono ispirate a persone realmente esistite. Lo stile è sempre narrativo, pur trattandosi di poesie, ed è la voce dei protagonisti a raccontarsi. Ho amato questa raccolta e ancora oggi ricordo estratti di alcuni epitaffi.

Uno dei miei preferiti è:

“mentre la baciavo con l'anima sulle labbra, l'anima d'improvviso mi fuggì”.

Dopo questi consigli, decisi di iniziare a crearmi un mio percorso da lettrice e in pieno stile con la mia personalità folle scelsi Post Office di Charles Bukowski. All’epoca ero un’adolescente e non sapevo che lui sarebbe diventato uno dei miei scrittori preferiti.
Il romanzo in sé non aveva chissà quale trama coinvolgente rispetto ad altri libri del vecchio Buk, raccontava infatti la storia di un alcolizzato che decide di farsi assumere come supplente postino, ma che ribelle e insofferente alle regole non riusce a gestire il lavoro come avrebbe dovuto. Nel libro si ha anche una visione delle donne non proprio idilliaca e il modo in cui vengono descritte avrebbe dovuto ferirmi. Invece fu un colpo di fulmine. Il ritmo, lo stile, le parole usate per esprimere la strafottenza, il sesso e la voglia di libertà, mi coinvolsero a tal punto che decisi di leggere ogni libro di Bukowski e di scoprirlo di più attraverso le sue biografie.

La giovinezza invece è stata caratterizzata dalle letture dei miei studi universitari in Lingue e Letterature straniere, ma anche dal mio ingresso nel magico mondo del bookcrossing, in cui ho avuto modo di scambiare molti libri.

Uno dei libri che collego a questo periodo per vari stati emozionali è L’erba canta di Doris Lessing. Ambientato nel Sudafrica degli anni ’40 racconta la storia di due ragazzi sui trent’anni che decidono di sposarsi. Non sono innamorati, più che altro è arrivata per loro l’età in cui si inizia, in quegli anni, ad aver paura della solitudine e del giudizio altrui. Decidono di vivere in una fattoria sperduta dove, oltre il caldo e la fatica del lavoro nei campi, iniziano a patire anche l’allontanarsi di una speranza di ricchezza. L’arrivo di Moses, un personaggio molto enigmatico, causerà un delitto e delle situazioni inattese.

È un romanzo molto descrittivo ed è quello che mi colpì di più. Mi sembrava di poter sentire il calore che rendeva aridi i campi, di ascoltare i rumori degli animali e di poter provare il sapore dei cibi. Lo stile elegante di Doris Lessing mi fece innamorare di lei e dei suoi libri.

Di tutt’altro genere invece Misery di Stephen King. Qui viene raccontata la storia dello scrittore Paul Sheldon che in seguito ad un incidente stradale viene soccorso da Annie, la sua fan numero uno. Lei ha letto il suo ultimo romanzo in cui Misery, la protagonista, eroina di una serie di romanzi muore. È decisa a convincere Paul a farla tornare in vita scrivendo un nuovo romanzo. Ansia e terrore psicologico sono i fili conduttori di questo libro che ha un epilogo tutt'altro che scontato. Quello che mi ha fatto amare Stephen King è la sua scrittura che riesce in ogni libro a tenerti sospesa tra tensione e speranze, senza farti mai comprendere cosa accadrà davvero.

Altro libro della giovinezza che mi ha condotto per mano nel mondo della letteratura inglese e soprattutto del suo autore è l’ Amleto di Shakespeare. Ambientato in Danimarca, i fattori che prevalgono sono il dubbio e l'ambiguità. La frase famosa che tutti conoscono:

“Essere o non essere. Questo è il problema”

rispecchia l’incertezza tra essere e apparire e tra il pensiero e l’azione. La tragedia viene costruita sulla confusione che resiste a qualsiasi spiegazione razionale. Shakespeare riesce a mostrarci tutte le contraddizioni che possono presentarsi nell’uomo in situazioni particolari e lo fa rappresentando Amleto tanto come eroe romantico e sensibile, quanto dubbioso e schiacciato da un'impresa più grande di lui. Attraverso questo percorso popolato da scrittori e generi diversi, si può comprendere quanto sia una lettrice di qualsiasi libro riesca a colpirmi come stile e con una trama che non sia banale e scontata.

Il periodo della maturità è quello delle scoperte che coinvolgono la mia rivoluzione interiore e la mia voglia di scoprire realtà e mondi nuovi.

Il mio libro guida in assoluto è diventato Shantaram di Gregory David Roberts. Composto da 1177 pagine, era stato acquistato e riposto in libreria in attesa che giungesse il suo momento. Una mattina di gennaio 2014, quando stavo iniziando a mettere in dubbio alcune mie scelte di vita, lo guardo ed inizio a leggerlo. L’ho finito nel giro 3 settimane. Una volta intrapresa la lettura non riuscivo più a staccarmi dall’India descritta e dai personaggi. È un’autobiografia romanzata dell’autore che riesce a farti riflettere sull’importanza della strada che si sceglie di intraprendere ad ogni bivio che la vita ci pone. Un libro che non smetto di consigliare a chiunque mi chieda un parere.

Un libro completamente diverso, ma che ho sentito molto coinvolgente ed emozionante è In auto con Berlinguer di Alberto Menichelli. L’autore è stato l’autista di Berlinguer e qui ne racconta aneddoti e modi da fare. Ne viene fuori un ritratto toccante, intimo e intenso della personalità di un uomo che è stato un pilastro della politica italiana.

Ultimo, ma non meno importante, un libro di una scrittrice emergente che è riuscita a teletrasportarmi nella Firenze rinascimentale, I delitti della Primavera di Stella Stollo. È un thriller storico, descritto in modo impeccabile. Ritroviamo Botticelli e tutti gli altri protagonisti in una città in pieno fermento artistico e culturale, che viene sconvolta da una serie di omicidi basati sulle opere del famoso pittore. Per me, che amo la storia dell’arte è stata una scoperta piacevole e ogni tanto lo rileggo per passeggiare tra le strade della città nel 1500 e guardarmi attorno tra locande e artisti.

I libri sono una costante nella mia vita e adesso che sono una bookblogger ancor di più, quindi sceglierne solo alcuni per me è stato davvero difficile. Credo però che questi siano quelli che rappresentano più la mia personalità eclettica e caotica.

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