I libri di Ludovica De Luca: blogger e web writer

Questo mercoledì ospito Ludovica De Luca e i suoi ricci ribelli. Non la affiancherò a nessun libro ma, almeno con l'immagine di apertura, ho cercato di "arredare questo post" come più potrebbe piacerle. Il caffé c'è (sì, anche se non è nero come i suoi occhi, è un caffé) e il viola pure (forse ho esagerato). Mi sono dimenticata il nero che ama tanto ma credo che sia sufficiente quello dei caratteri che compongono il suo Curriculum del lettore. Una lista di libri attraverso i quali una delle blogger e web writer preferite del web racconta le sue letture e del perché sono state così importanti per la sua formazione umana e professionale.

Vieni a leggerla?


Curriculum Del Lettore di Ludovica De Luca

Un po' web, un po' copy, un po' social (ma con tanti libri)

Ludovica De Luca

“I libri sono stati i miei uccelli e i miei nidi, i miei animali domestici, la mia stalla e la mia campagna; la libreria era il mondo chiuso in uno specchio; di uno specchio aveva la profondità infinita, la varietà, l’imprevedibilità.”

Te lo spiega alla perfezione Jean-Paul Sartre per quale ragione adoro infinitamente i libri, per la loro profondità, la loro imprevedibilità, il sapere che custodiscono, le riflessioni che scatenano, le emozioni che liberano. Un libro è uno scrigno segreto di sogni e desideri, un viaggio indimenticabile, un viaggio che sarà tuo, per sempre. Già, tuo e non dell’autore perché tuo è il modo di trasportare le sue parole nella tua vita e di rapportarlo alle tue esperienze, ai tuoi pensieri, ai tuoi desideri. Pagina dopo pagina, riga dopo riga, parola che segue a parola, sei lì ad emozionarti con ogni parte di te. Come si può non amare i libri, dunque? E come potevo rifiutare l’affascinante proposta di Rita di raccontare le mie esperienze con i libri nel Curriculum Del Lettore? Partiamo allora!

INFANZIA

Ho cominciato a leggere che avevo 5 anni, tanto incuriosita da quel che le lettere prima e le parole poi riuscissero a celare. Hai presente Forrest Gump? Ecco, per me è stato così con i libri, una corsa incessante, senza fine, entusiasmante ed emozionante in ogni singolo passo.

La mia prima lettura? Un bellissimo libro di fiabe che mi avevano regalato mamma e papà. La prima fiaba che ho letto è stata quella che ha segnato la mia infanzia… E non solo. Cenerentola dei fratelli Grimm, il racconto che mi ha ammaliato allora e mi destabilizza oggi!:D

Dopo Cenerentola è stata la volta di Cappuccetto Rosso, ancora dei mitici fratelli Grimm. E poi lui, Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry, che mi ha conquistato con le sue storie dense di significato e ha aggravato la sindrome da perché tipica di quell’età e che anch’io mi portavo appresso.

ADOLESCENZA

Uno dei libri più belli che abbia letto ha segnato la mia adolescenza, L’Arte di Amare, uno strepitoso saggio di Erich Fromm che dovrebbe divenire oggetto di studio nelle scuole di tutto il mondo. Fromm, con le sue analisi profonde, riesce a far riflettere tanto su cosa significhi e implichi amare realmente e su quanto siano differenti le diverse forme d’amore (come lui le chiama) che ci pulsano dentro. Un saggio che dona al lettore un tesoro inestimabile, un’illuminante guida nel rapporto con gli altri.

L’adolescenza è anche il periodo in cui ho letto due romanzi che hanno segnato la storia della letteratura mondiale e hanno reso indimenticabile la nostra lingua nel mondo. Sto parlando proprio de La Divina Commedia di Dante Alighieri e de I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni. Ho cominciato a leggerli al Liceo (ho frequentato il Classico) e l’ho fatto per dovere dunque ma, diversamente da quel che accade per molti adolescenti, me ne sono innamorata. Così di domenica, accovacciata sul divano di casa e con il mio bel plaid sulle gambe, ne continuavo la lettura, viaggiando indietro nel tempo e volando con l’immaginazione.

GIOVINEZZA

Il libro che ha segnato la mia giovinezza?

Un classico per chi è del settore, un libro che dovrebbero leggere tutti, una guida adatta non solo ad aziende, imprese e associazioni ma, per certi versi, anche una guida di vita.

Tutti dobbiamo e possiamo fare la differenza!

Distinguerci, in ultima analisi, è la strada della felicità, quella che ci invoglia a fare, a scoprire, a realizzare e a realizzarci. Hai già capito di quale illuminante manuale sto parlando, vero? Si tratta de La mucca viola di Seth Godin, un libro che dovrebbe arricchire tutte le librerie.

E poi, indimenticabile, Il Cacciatore di Aquiloni di Khaled Hosseini, la storia di due amici (in realtà figli dello stesso padre) cresciuti assieme nella città di Kabul. Non mi inoltro oltre nel racconto, perché se non hai mai letto Il Cacciatore di Aquiloni devi rimediare. Un romanzo stupendo, che mi ha profondamente scavato dentro… E quanto ho pianto!

Un altro bellissimo libro che ho letto nelle mia giovinezza? L’ombra del vento di Carlos Ruiz Zafón, il primo romanzo della trilogia Il Cimitero dei Libri Dimenticati. Avevo visitato Barcellona da non molto e l’ho rincontrata poi in quelle pagine così ricche di amore, passione, mistero e magia. Un libro particolarmente coinvolgente, che racconta (anche) di come siano i libri a scegliere i loro lettori. Affascinante, non trovi?

Qualche tempo dopo mi sono imbattuta, casualmente e per fortuna, in Va’ dove ti porta il cuore, il best seller pubblicato nel 1994 da Susanna Tamaro. Un intenso libro in cui si incontrano a metà strada la tecnica narrativa del diario con quella del romanzo epistolare e che racconta l’intensa storia di una nonna e di una nipote, di due donne che conoscono bene il dolore. Le pagine della Tamaro raccolgono le profonde riflessioni di una donna saggia e dalla spiccata sensibilità, ormai al tramonto della vita.

Un libro che è stato capace di suscitare emozioni talmente sentite da esser diventato per me indimenticabile.


MATURITÀ

Giungiamo ad oggi e ai tre libri che hanno segnato la mia maturità. Il primo è sicuramente Marketing 3.0. Dal prodotto al cliente all’anima di Philip Kotler, il guru del marketing che già nel 2010 scriveva di come le nuove strategie d’impresa e di marketing dovessero parlare all’anima del cliente e dar voce ai valori umani.

Ho trovato splendido Storia di una ladra di libri, di Zusak Markus, un romanzo ambientato nella Germania nazista e capace di far riflettere, ricordare, sorridere e piangere tristemente, lasciando sgomenti nel suo susseguirsi di assurde vicende. Ho poi apprezzato particolarmente l’espediente narrativo di affidare il racconto alla voce della Morte in persona. Stupendo!

Di recente ho letto Sulla strada di Jack Kerouac, padre della Beat Generation e che coniò il termine beat. Fu proprio On the Road a ispirare il movimento beat, il libro che racconta dei viaggi che lo scrittore visse con i suoi amici, pagine in cui, leggendo dei luoghi americani, dei suoi paesaggi e delle storie della sua gente, puoi leggere anche la desolante denuncia di Kerouac sia del consumismo materialista tipico del capitalismo sia dell’alienazione del sottoproletariato americano. E poi Sulla strada è stato un bellissimo libro-regalo, uno di quelli inaspettati ed emozionanti, donatomi proprio On The Road. Già, perché «la strada è vita». :)

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