Il trasloco è l’inventario della vita

La casa, per tutti noi, ricopre un ruolo importante non soltanto come luogo in cui rifugiarsi e stare al riparo dall’esterno, ma come spazio d’elezione in cui l’individuo può costruire e forgiare le proprie relazioni, il proprio mondo interno, la propria emotività.

Ogni casa definisce l’identità e la crescita, come individuo, di chi la abita: non parlo solo di quella in cui si nasce o si trascorre l’infanzia, ma di tutte le case che abitiamo nel corso della vita, in cui si svolgono rituali e gesti quotidiani che insieme costruiscono il nostro bagaglio emotivo e relazionale.

In una casa sola possono svolgersi più fasi del ciclo di vita di una famiglia: la formazione di una coppia, la convivenza o il matrimonio, l’arrivo di eventuali figli e le loro tappe di crescita fino all’ età adulta, l’uscita da casa (il cosiddetto “nido vuoto”) , infine la vecchiaia e gli ultimi anni dei genitori.

Per tutti questi motivi, quando si affronta un trasloco è più che comprensibile sperimentare livelli di stress elevati: è molto impegnativo il “ lavoro” che si è chiamati a svolgere, non solo sul piano fisico ma anche sul piano psicologico.

Il trasloco è considerato il terzo life event traumatico nella vita di una persona, dopo il lutto e il licenziamento, poiché in grado di causare disorientamento esistenziale e indebolimento psicofisico (Seyle,1984).

La perdita degli spazi e della situazione di vita precedente può generare senso di vuoto, angoscia e smarrimento iniziale, poi rabbia nel caso in cui ci si senta costretti a fare questa scelta per motivi esterni, come ad esempio un trasferimento per lavoro, una separazione coniugale, una situazione socioeconomica difficile, e talvolta senso di colpa per sé e per i cari, per quanto la scelta di cambiare casa sia stata desiderata e pianificata.


A tutti gli effetti, traslocare è un cambiamento che porta parecchio scompiglio, ma rappresenta anche l’opportunità di vedersi proiettati in una nuova vita, di rinnovarsi e crescere: le proprie risorse emotive vengono messe alla prova, insieme alla capacità di organizzarsi, di fare fronte a imprevisti e problemi legati alla gestione del trasferimento.

Ancora più importante è la riorganizzazione dei rituali e dei gesti familiari, che ora si svolgeranno in un posto nuovo e tutto da conoscere, nonchè delle nostre cose, degli oggetti che possediamo e che dobbiamo decidere di portare via con noi o eliminare in tempi piuttosto brevi.

L’azione di tirare fuori, inscatolare e portare via ha un valore simbolico molto profondo, perché gli oggetti rappresentano spesso ricordi e parti della nostra vita per i quali siamo chiamati a scegliere un destino, dopo aver fatto l’inventario.

Come prendere nel modo giusto questa esperienza, dunque? Ecco alcune considerazioni e suggerimenti:

1. Il trasloco è un cambiamento nel quale bisogna potersi immergere, per tutto il tempo che richiede, staccando un po' la spina dal resto. Fate in modo, dunque, di avere abbastanza tempo per seguirne le varie fasi e metabolizzare in modo produttivo il passaggio da una casa a un’altra.

Se non vi è possibile trovare il tempo per dedicarvici, fatevi aiutare da qualcuno che possieda senso dell’organizzazione e circondatevi di persone con braccia forti, sorrisi pronti e buona volontà.

2. Traslocare „ruba“ a voi e ai vostri familiari molta energia fisica e mentale, quindi bisogna cercare di riprendersi lentamente nella fase successiva, mangiando bene e dormendo il giusto.

Può darsi che all’inizio cucinare, mangiare e dormire in una casa nuova non risultino attività spontanee e rilassanti, ma non rinunciate mai ad un po‘ di riposo ogni giorno.


3. Arrivare a "sentirsi a casa" richiede tempo ed equilibrio:

prima dovete imparare a muovervi in nuovi spazi (interni ed esterni), a "danzarci dentro" e a condividere tutto questo con chi gode della vostra ospitalità. Non isolatevi, quindi, mentre vi adattate alla nuova situazione!

Un buon esercizio per i primi giorni da trascorrere nella nuova casa è quello spegnere le luci alla sera e provare a camminare al buio per la casa nuova: misurate passi e distanze, ascoltate i rumori e toccate le pareti, gli angoli, i mobili, girando piano piano tutte le stanze.

Quando vi accorgerete di farlo con naturalezza e velocità, significherà che possedete la mappa completa e trovato il “tesoro“, siete davvero a casa vostra.




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Traslocare è cambiare

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